Vesuvioteatro

Storia di un portiere e della palla che lo amò PDF Stampa E-mail

liberamente ispirato a “La palla innamorata”  di Jorge Amado

progetto e regia Claudio Di Palma

con Andrea De Goyzueta, Fabio Rossi, Francesca Ponzio

e con la partecipazione di Alessandra Borgia

in collaborazione con Cooperativa Sociale “I Pappici” CTM - Altromercato

 

Cosa accade quando una palla, celebre per la varietà dei suoi gol, si invaghisce del più disgraziato e sprovveduto dei portieri?
Beh, succede che quest’ultimo, per la benevolenza della sfera innamorata, da schiappa diventa  campione.
L’amore clandestino tra i due però può riservare sorprese e problemi.
Un rigore destinato in fondo al sacco si trasformerà in un inatteso e surreale balletto tra il portiere e la palla che ricerca il suo abbraccio. Meraviglie e sospetti, sottili maldicenze e fragorosi boati si intrecceranno, ma finiranno per risolversi in un’ unica e intensa espressione di stupore al momento del coronamento nuziale dell’amore apparentemente impossibile. Umorismo e poesia si delineano sotto la matita verde erba di Amado e il gioco del calcio si presenta in una versione al tempo stesso ingenua e fiabesca, fantastica e suadente in una coinvolgente e gaia leggerezza onirica.
A questa trama favolistica dedicata ad Amado, si sovrappone, però, nel corso dello spettacolo, una storia assai meno irreale e dai contorni, invece, aspri ed in alcuni casi drammatici: lo scandaloso sfruttamento che grandi aziende sportive perpetrano a danno di minori, costringendo ad un duro e prolungato lavoro migliaia di bambini impiegati e sottopagati nella cucitura dei palloni.
La  Storia di un portiere e della palla che lo amò, pur rispettando una cifra stilistica leggera e coinvolgente, pur tendendo, come detto, all’esaltazione poetica del calcio, (“La luna è una palla da calcio riflessa nel gran pozzo del cielo“) affronta drammaturgicamente anche questo problema raccapricciante ed irrisolto. Propone la visione contestualizzata di un segmento filmato estratto da un illuminante documentario sull’argomento e si riavvicina ad una soluzione positiva non prima di aver nettamente denunciato le inaccettabili alterazioni e deformazioni di quello che nonostante tutto resta il gioco più bello del mondo.