Vesuvioteatro

Io sono Crispi

di Paolo Patui

da dialoghi di Giuseppe Astuto e Raffaele Romanelli

con Alessandra Borgia, Elena Cepollaro, Ciro Damiano, Andrea de Goyzueta, Claudio Di Palma, Antonio Marfella

scene Roberto Crea

costumi Roberta Nicodemo

proiezioni Ciro Pellegrino

regia Claudio Di Palma

produzione Vesuvioteatro

nell’ambito di STORIE INTERROTTE

un progetto promosso dal Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo e prodotto da Studiare Sviluppo

Io sono Crispi è un testo nato dalla dichiarata stratificazione di modalità ispirative e linguistiche differenti. Una drammaturgia in continua oscillazione tra la filologia di una cifra storico-documentale di alcuni dialoghi e i caratteri dell’invenzione teatrale di altri passaggi narrativi. Una composizione in cui si azzarda la realizzazione del compromesso manzoniano di “profittare della storia senza farle concorrenza”. Artificio complesso. Occorreva, per la sua messa in scena, un luogo in cui trasferire e tradurre minimalismo del quotidiano ed emblematica “ verità storica “.Un luogo ovviamente non pacificante. Allora, Crispi è lì, in un luogo dei corpi in cui i personaggi si concretano nelle passioni per poi concedersi con uguale naturalezza all’evanescenza. Crispi è lì, in un luogo della parola dove il realismo linguistico più volte si fonde e confonde in una misura evocativa del dire. E’ lì, pressoché cieco, in una “detenzione” perimetrata dalle pareti di una camera di mezzo iniziatica, viatico al disvelamento di un nuovo secolo, o, più prudentemente, in un isolamento pertinente ad una sala operatoria attrezzata per un intervento di cataratta. Crispi è lì, dove la voce del popolo si fa sussurro, dove le donne della sua vita sono presenze indirette. E’ lì, il suo decisionismo politico ha già prodotto grandi riforme, ma il tempo, il novecento incombente, lo recludono come leone in gabbia. Dinanzi a lui un velo (opacità del cristallino o del tempo )  attraverso il quale la Storia e la sua storia continuamente filtrano e sul quale c’è la necessità assoluta di lasciare un segno del passaggio. Crispi è lì, la lucidità della sua mente non è contagiata dall’offuscamento della vista, la fierezza non ha ancora abbandonato un corpo, che gli sembra, in scena è, ancora giovane. Gli incontri con Garibaldi, Colajanni, Re Umberto si presentano con dinamiche rapsodiche, portano il segno della sua memoria o della sua preveggenza politica, sono a volte “soltanto“ prefigurazioni oniriche . Crispi è lì, uomo contraddittorio e tragico del suo secolo. E’ lì nella vanitosa convinzione di poter durare oltre il proprio tempo, nella megalomane e al tempo stesso poetica illusione che la propria storia non si interrompa nell’ultimo respiro.

debutto: 22 marzo 2007 Nuovo Teatro Nuovo, Napoli

tournèe:

dal 22 al 25 marzo 2007  Nuovo Teatro Nuovo, Napoli

22 aprile 2007  Nuovo Teatro Montevergini, Palermo

14 settembre 2007, Auditorium Parco della Musica, Roma

22 gennaio 2008 Teatro La Perla, Napoli

24 e 25 gennaio 2008 Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco, (Na)

26 gennaio 2008 Teatro Ovaia di Oppido Lucano (PZ)

7 aprile 2008  Teatro Paisiello, Lecce

11 aprile 2008 Teatro del Parco Ex Gil, Mestre

15 aprile 2008 Teatro Alfieri, Cagliari

26 novembre 2008 Crotone

27 novembre 2008 Cassano allo Jonio

28 novembre 2008 Locri

29 novembre 2008 Castrovillari 

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